Trattare il prodotto-birra in pausa pranzo significa comporre un equilibrio delicato: piacere, tempo limitato e contesto lavorativo.
Se vuoi che la birra diventi una voce che genera fatturato stabile, devi agire su tre leve precise, tutte legate al comportamento del cliente in questa specifica fascia oraria.
Coerenza con il momento della giornata
A pranzo la birra deve risultare compatibile con il rientro al lavoro, dunque vanno privilegiate birre con gradazione moderata, pulite al gusto. Se il cliente legge o si sente proporre una birra che percepisce “gestibile”, la probabilità di scelta aumenta molto. In pratica, una birra facile da bere a pranzo lavora su volumi di vendita più alti rispetto a una proposta troppo strutturata.
La semplicità della scelta
Il cliente della pausa pranzo non vuole studiare una carta birre lunga, semplicemente perché non ha tempo di studiare ogni proposta. Funziona molto meglio una selezione corta bene definita: una chiara facile, una leggermente più caratterizzata, una opzione senza alcol o quasi.
L’abbinamento
In pausa pranzo la birra funziona se viene proposta come naturale estensione del pasto. Se il cliente ordina un hamburger, un panino, un primo piatto saporito, la birra deve seguire con naturalezza, a completamento dell’esperienza, non in contrasto con essa.
Se vuoi applicare davvero queste tre leve e trasformare la birra in una voce stabile di fatturato a pranzo, il passo concreto è lavorare con un partner che conosce i ritmi reali dell’Horeca. Con Ristopiù Lombardia, www.ristopiulombardia.it, puoi:
-costruire una selezione birre coerente con il servizio di mezzogiorno,
-scegliere i formati giusti,
-organizzare l’offerta in modo semplice e vendibile.
Confrontati con il tuo consulente Ristopiù Lombardia e struttura una proposta birra che lavori ogni giorno su rotazione, margine e soddisfazione del cliente. Non ce l’hai? Nessun problema, chiama l’assistente personale, saprà lei condurti per mano, numero di telefono 0362 5839221.
